►16ENNE CANADESE SCOPRE
SOSTANZA ANTI-ETA'
(TMNews) - Una ragazzina di 16 anni, originaria dell'Ontario, Canada, ha scoperto una nuova sostanza antiossidante, capace di rallentare l'invecchiamento, nella cellulosa degli alberi. Janelle Tam, liceale di Waterloo, ha ricevuto per questo il primo premio, accompagnato da un assegno di 5mila dollari, dell'edizione 2012 della Sanofi BioGeneius Challenge, che ogni anno premia i giovani scienziati e la cui giuria è composta da eminenti ricercatori del Consiglio nazionale di ricerca del Canada. La 16enne ha individuato la "nano-cellulosa cristallina", o "Ncc", sostanza che in futuro potrebbe essere utilizzata per combattere le malattie e l'invecchiamento, perchè in grado di neutralizzare i radicali liberi. Janelle Tam, arrivata in Canada da Singapore cinque anni fa, è riuscita a dimostrare per prima che la Ncc è un potente antiossidante, potenzialmente superiore alla vitamina C o E, perchè più stabile e dall'azione più duratura. La giovanissima scienziata è riuscita ad "accoppiarla" chimicamente con delle nanoparticelle di carbone, il fullerene (abbreviazione di buckminster-fullerene), realizzando una coppia che agisce da "aspiratore" per neutralizzare i radicali liberi. L'utilizzo futuro della Ncc è "virtualmente illimitato", secondo il documento della giuria, perchè la sostanza è "più forte dell'acciaio, ma morbida, durevole e super-leggera". Un istituto nazionale di ricerca sulle foreste, il FpInnovations, ha già stimato che il suo mercato potrebbe valere 250 milioni di dollari nei prossimi anni, mentre un primo stabilimento dimostrativo ha aperto sul terreno dove sorge la fabbrica di cellulosa di Domtar, a Windsor, nel Quebec.
►GIOVANI, UN BANDO PER PREVENIRE
DIPENDENZA DA INTERNET E GIOCO D'AZZARDO
"Secondo una recente indagine di Eurispes e Telefono azzurro (2011) su 1.500 adolescenti dai 12 ai 18 anni, il 50% dei soggetti intervistati rischia di rientrare nella categoria dei “drogati di web“. In alcuni casi è stato dimostrato come Facebook e Twitter creino più dipendenza di fumo e alcol. Non potevamo non interrogarci su questo problema per cercare una soluzione per prevenirlo". Così l’Assessore alla Famiglia, all’Educazione e ai Giovani di Roma Capitale Gianluigi De Palo in merito all’avviso pubblico “Prevenzione della dipendenza da Internet, social networks e gioco d’azzardo on line” emesso dall’Assessorato, destinato a Organismi del Terzo Settore per la coprogettazione e successiva gestione dell’intervento, con un investimento di 70.000,00 euro. "Da padre, Assessore e utilizzatore di internet e delle nuove tecnologie, è un fenomeno che mi preoccupa. Abbiamo fatto un esperimento: abbiamo pubblicato la notizia del bando sulla pagina facebook di Roma Capitale dei Giovani e su twitter e ci sono arrivate critiche perché anche noi stiamo sui social networks. Ecco, il problema è proprio questo: alcuni giovani non distinguono tra fare informazione sulla rete con le piattaforme a disposizione e l’esserne dipendenti e non prendono sul serio la questione - afferma De Palo. Il nostro è un progetto innovativo e sperimentale volto a sostenere i giovani, le loro famiglie, gli insegnanti e gli educatori nella prevenzione di nuove forme di dipendenza collegate all’abuso e/o all’uso distorto di internet, social networks e giochi d’azzardo on line". L’utilizzo eccessivo della Rete può indurre dipendenza psicologica e danni psichici e funzionali tali da configurare un vero e proprio disturbo ossessivo‐compulsivo, chiamato I.A.D. (Internet Addiction Disorder). Quando l’individuo non è connesso o quando la connessione non è possibile si possono presentare seri problemi psicologici come ansia, pensieri, fissi, depressione, attacchi di panico, paura, problemi di sonno, insicurezza e suscettibilità, così come le conseguenze psicologiche negative tipiche delle dipendenze (carving, tolleranza, e astinenza). Il fenomeno assume diverse connotazioni. Gli esperti parlano di netgaming (dipendenza dal gioco online), di dipendenza dai social network, di gambling online (gioco d’ azzardo attraverso l’uso di Internet), di dipendenza dalla cyber‐pornografia. "Sono soprattutto i giovanissimi i più colpiti da comportamenti di vera e propria dipendenza, e il problema si è manifestato con evidenza anche a Roma, non a caso sono già stati aperti degli ambulatori per la cura della dipendenza da internet, in cui la quasi totalità dei pazienti ha meno di 30 anni. Chiediamo pertanto la collaborazione delle associazioni già impegnate su questo fronte per prevenire l’allargarsi del fenomeno".
►"GIORNALISMO PARTECIPATIVO
O NARCISISMO DIGITALE?"
DEBUTTA IL LIBRO DI SARA STEFANINI
Il libro, acquistabile online e nelle librerie di tutta l’Italia, è il primo saggio della giovane giornalista Sara Stefanini, da sempre appassionata al mondo della comunicazione e delle sue nuove forme nel Web. “Have you any news?”, è il secondo messaggio trasmesso da Samuel Morse, inventore del telegrafo. Importante per sottolineare come i mezzi di comunicazione siano indispensabili all’essere umano per rimanere sempre aggiornato. Essenziale per ricordare a chi critica Internet, che l’importante è comunicare. Internet è il veicolo che porta all’informazione, come tutti gli altri mezzi è necessario. Nei decenni la Rete ha acquisito sempre più dominio. E insieme a lei milioni e milioni di utenti divenuti protagonisti e rivestiti di responsabilità, situazione che non ha precedenti nella storia Il lavoro dell’autrice è stato quello di ricerca e analisi riguardo al giornalismo partecipativo. Alcuni cenni storici sono indispensabili, per addentrarsi nell’argomento principale. Dagli esordi della comunicazione fino alla primordiale forma del Web. Continuando, poi, dal 1999, anno temuto per il “baco del millennio” il quale ha dato luce al Web 2.0, per arrivare fino ai giorni d’oggi. Sono stati presi in esame siti e portali di vari paesi tra cui la Sud Corea con ohmynews.com, l’America con cnn.com, la Francia con agoravox.fr, l’Italia con liquida.it e altri ancora. Il giornalismo partecipativo ha dato voce a quei cittadini che sono sempre stati creduti passivi e avvolti dalla grande spirale neumanniana del silenzio. Ora possono dimostrare che i tempi stanno cambiando. Il ruolo del giornalista, muta insieme ad essi. Ci si può dunque chiedere, per dirla con Walter Benjamin, se il giornalista stia perdendo la sua aura. In realtà, non è propriamente così. Il giornalista sta semplicemente indossando un’altra aura. Dovrà condurre l’utente lungo una linea guida delle informazioni all’interno del caotico mondo digitale. Per documentare questo assunto, sono stati presi in esame saggi di esperti tra cui gli studiosi Bowman e Willis, il giornalista americano Gillmor, Rosen dell’università di New York, l’editore O’Reilly, il noto sociologo Bauman, il professore e ricercatore Carotenuto, l’amministratore della Casa Bianca Sunstein. L’altra faccia della medaglia del grassroots journalism è il narcisismo digitale. Chiamato anche con il nome egosurfing, l’espressione è già presente nell’Oxford English Dictionary dal 1998 ed indica il presenzialismo su Internet. L’americana Pew Research Center ha effettuato delle ricerche racchiuse nel Digital footprint, documento che analizza le impronte digitali lasciate dagli utenti. È interessante notare quante informazioni sugli utenti si possono ricavare senza che essi stessi ne siano a conoscenza. Il punto focale non sta nel paragone tra giornalismo partecipativo e mainstream ma nell’interrelazione e nella compresenza. Sono stati messi a confronto i modelli bottom-up e top-down, la teoria della coda lunga di Anderson con il teorema dell’economista Pareto. In più è stata delineata la Media Richness Theory di Daft e Lengel e rapportata ad altre teorie recenti sulle funzionalità e capacità dei due medium. Quindi, una volta verificati aspetti e caratteristiche di entrambi si è tentata una peculiare forma di convergenza. Dan Gillmor afferma: “We can do journalism together. We already are”. Ormai, l’informazione si costruisce insieme, nel piccolo grande villaggio globale mondiale, unito dalla Rete. Quest’ultima ha reso l’intero pianeta glocale eliminando le distanze e dimezzando i tempi. Insieme alla tradizionale forma di giornalismo, quello partecipativo si deve impegnare a tenere costantemente informati i cittadini evoluti in cybernauti, con la speranza che, un lettore di oggi possa diventare lo scrittore di domani.
Anno pubblicazione: 2012; Formato: 14x21cm; Numero pagine: 146; Prezzo: 10,00 euro
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►ARRIVA 'VOLUNIA'
IL GOOGLE ITALIANO
di Roberta Giuffridda
L’uscita è prevista entro la fine dell’anno, per il momento dobbiamo accontentarci di conoscerne solo il nome: Volunia, che deriva dall’unione delle parole Volo e Luna, proprio per rappresentare “la voglia di volare alto, di raggiungere un traguardo ambizioso e da sogno”. Si tratta di un progetto completamente italiano che fa capo a Massimo Marchiori, ideatore di HyperSearch, l’algoritmo alla base di Google. Volunia è un nuovo motore di ricerca che dovrebbe rivoluzionare il web. Partirà in fase sperimentale entro metà dicembre, ma solo pochi “eletti” potranno usarlo. Per farlo è necessario registrarsi sul sito www.volunia.com : sarà lo staff di Volunia a selezionare i “power user” offrendo la possibilità di usare il nuovo servizio in anteprima rispetto al lancio mondiale. Per tutti i curiosi basta accedere al sito in cui è attiva una pagina di pre-registrazione, in cui lasciando l’e-mail si può essere selezionati. La notizia dell’arrivo di Volunia sta circolando velocemente tra blog e forum, ma l’unica vera fonte certa che abbiamo è un video in cui Marchiori presenta il progetto, anche se in realtà, lascia tutti col fiato sospeso. Nel video, infatti, non rivela molti particolari su quello che Volunia potrebbe offrire, e il motivo di tanta segretezza è dovuto al fatto che “una realtà come Google, ad esempio, non ci metterebbe molto a mettere cento ingegneri a lavorare ventiquattrore su ventiquattro sul progetto e uscire prima di noi”, come afferma Marchiori. Tuttavia non si deve affatto pensare che si tratti di un Google migliorato, anche perché “non avrebbe senso sfidare un gigante”. L’ambizione è quella di essere un progetto globale, e proprio per questo motivo sarà disponibile da subito in 12 lingue, ma funzionerà in modo completamente diverso e innovativo rispetto a Google, alle spalle ci sono ben tre anni di lavoro, un team tutto italiano, come anche i capitali. Non ci resta che aspettarne l’uscita, Marchiori è pronto a “cambiare il mondo”, con la leggerezza di chi ha già inventato Google una volta e adesso si prepara a farlo di nuovo.