Ogni venerdì pubblicheremo il profilo dei consiglieri che animano il dibattito politico dell’VIII Municipio, di maggioranza e di opposizione. Una rubrica che ci consentirà di conoscere meglio e più da vicino la personalità dei politici che ci rappresentano.
SCHEDA PERSONALE
NOME: FABRIZIO
COGNOME: SCORZONI
ETA’: 51
INCARICO POLITICO: CONSIGLIERE PD
SEGNO ZODIACALE: VERGINE
a cura di Maria D'Auria
Che ricordo ha della sua infanzia?
“La mia è stata un’infanzia non molto felice segnata dalla malattia di mia madre. I miei genitori, originari delle Marche, si trasferirono a Roma prima che io nascessi. La loro era una vita di lavoro e sacrifici, non vivevano nell’agio ma ben presto io e i miei fratelli più piccoli siamo dovuti crescere in fretta: avevo solo 10 anni quando mia madre si ammalò e da allora la sua capacità motoria è stata sostituita da noi figli mentre lei poteva solo darci indicazioni e comandi perché riusciva solo a parlare. Non tocco quasi mai questo argomento, sono stati momenti molto difficili che però mi hanno fortificato nell’affrontare gli ostacoli futuri”.
Meglio vivere il presente o meglio vivere ricordando il passato?
“Meglio vivere il presente ricordando sempre il passato che fa parte delle nostre esperienze, esperienze che vanno messe a frutto affinché si capisca a cosa serve il percorso della vita”.
Gli anni rappresentano una condanna o una conquista?
“Sono assolutamente una conquista: ogni minuto, ogni giorno, serve a migliorare se stesso e a cercare di migliorare quello che c’è intorno. A mio avviso non si deve guardare mai il numero degli anni che passano”.
Che idea ha della Famiglia?
“Considero la famiglia come una parte centrale della società, bisogna averne una grande cura perché all’interno della stessa nascono coloro che proseguiranno le nostre esperienze. Condivido l’evoluzione del ruolo dei coniugi: oggi c’è una maggiore parità ed una corretta partecipazione dei genitori all’educazione dei figli e al mantenimento della famiglia”.
Che titolo di studio ha conseguito?
“Diploma di ragioniere”.
Come vede oggi la laurea?
“La laurea è diventata il risultato minimo a cui devono ambire i nostri giovani, è un livello di preparazione assolutamente necessario per affrontare la società. Io ho un figlio di 18 anni a cui dico sempre di studiare perché la conoscenza aiuta ad avere la mente aperta, senza la conoscenza tutto diventa più difficile”.
Si vive per quello che si fa o per quello che si farà?
“Conosco stupendi ottantenni che parlano del loro futuro come se dovesse essere lunghissimo per cui penso sia giusto vivere per quello che si fa ma guardando al futuro perché c’è sempre qualche obiettivo da realizzare”.
Sognatore o realista?
“Sono molto realista. Bisogna essere ancorati alla realtà altrimenti si corre il rischio di fare dei danni incredibili: non si può continuare a sognare mentre la realtà ci sta producendo disagi che non potremmo mai recuperare. Meglio un sano realismo con una proiezione nel futuro, io ho sempre vissuto in questo modo”.
Cosa la spaventa di più: la cattiveria o la crisi?
“Non sono un soggetto facilmente impressionabile, non mi spaventa né l’una né l’altra benché io abbia conosciuto la cattiveria anche gratuita”.
Come vede il futuro della società in cui vive ed opera?
“Sono una persona tenacemente ottimista ed anche in questo momento di crisi cerco di vedere la luce alla fine del tunnel. Mio padre citava spesso il famoso detto “chiusa una porta si apre un portone” e questo consiglio lo do anche ai tanti giovani che incontro per motivi politici: bisogna saper resistere nei momenti difficili e guardare con ottimismo al futuro”.
Tra gli obiettivi realizzati, quale le ha dato maggiori soddisfazioni?
“Solo guardandomi indietro mi sono reso conto di aver raggiunto tutti i miei obiettivi. Quello che mi ha dato maggior soddisfazione è stato quando ho guidato questo Municipio come presidente dell’Ottavo: ancora oggi incontro persone che mi ringraziano per cose che neanche più ricordavo di aver fatto… è bello avere la sensazione di aver fatto qualcosa di utile per una comunità con tante problematiche che la caratterizzano”.
Qual è la richiesta più strana che le è stata avanzata per la posizione che occupa?
“Mi è stato chiesto di far arrivare, dall’Ufficio Giardino del nostro comune, una serie di piantine da destinare ad una casa privata. Inizialmente ho pensato ad uno scherzo, poi accertato che non lo fosse. Ancora oggi mi chiedo come sia possibile che un cittadino - consapevole - avanzi una simile richiesta!”
Cosa le resta di questa esperienza in vista della scadenza del mandato?
“La convinzione di aver fatto una cosa corretta: ho accettato la possibilità di ricoprire il ruolo di Consigliere, in qualità di capogruppo del PD, dopo essere stato Presidente dell’Ottavo. Ciò potrebbe apparire come una sconfitta e molti preferiscono “scappare” piuttosto che tornare indietro dopo aver raggiunto un certo livello. Invece per me questo rappresenta un modo per continuare ad aiutare il mio territorio e rimanere un punto di riferimento per quanti mi hanno votato, per me è molto importante”.
Tre aggettivi con cui le piace definirsi.
“Tenace, ottimista e responsabile”.













