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L'EDITORIALE

L'EDITORIALE - ottavonews.com

ABOLIRE I MUNICIPI SUBITO 
E MIGLIORARE I SERVIZI

ECCO PERCHE' LA CASTA LI DIFENDE


di EMANUELE AMICI

Di sentir parlare di casta ne abbiamo fin troppo piene le scatole, non fosse altro perché così facendo si rischia inevitabilmente di cadere nel facile populismo; che da sempre non risolve i problemi bensì li tiene a galla. Una cosa però è certa: in tempi di crisi come questi dove tutto sembra aumentato a dismisura, ci saremmo aspettati ben altre ‘punizioni’ nei confronti della politica. Almeno quella sterile e inutile. E invece (complice l’esasperato populismo?) tutto sembra rimasto tale e quale a prima. Più volte ci è balenato nella mente di seguire, dalla mattina alla sera, un nostro rappresentante istituzionale (di ogni livello e grado) per vedere ciò che combina realmente per la collettività. Tranne qualche sporadico caso, sarebbe stata una noia e una delusione mortale. Pensate che in media, ogni parlamentare eletto, anzi nominato dai partiti (vedrete che sarà così anche nel 2013) lavora in media sette giorni al mese per uno stipendio che supera i diecimila euro. Eppure sono quasi mille, come i garibaldini, eppure guai a toccare i loro benefit e le loro pensioni. Non se la passano peggio i vari consiglieri regionali (provate ad andare in consiglio regionale al mattino) o addirittura i nostri parlamentari europei. Se ai primi, la Polverini, attraverso la nuova Finanziaria, ha donato a tutti i 60 consiglieri regionali, a vita, 3.000 euro al mese (ma anche ai 14 assessori esterni), ai secondi spetta un’indennità mensile di 12.007,03 euro: quasi quanto un lèttone prende in un anno. Tra gli eurodeputati, i nostri sono quelli che prendono di più. Volete mettere, però, fare su e giù per Bruxelles e Strasburgo senza per questo riuscire a produrre nulla tranne qualche riconoscimento DOP? Avessero almeno dato un calcione alla tedescona Merkel quando ci martellava sull’euro, allora sì che sarebbero diventati i nostri eroi. In questro quadro a dir poco edificante, però, i nostri politici, almeno quelli romani (di tutti i partiti) sembrano aver perso un altro po’ di credibilità; quella cioè di aver difeso a spada tratta l’utilità dei 551 soggetti politici che ci rappresentano nei diciannove municipi romani. Un esercito del nulla che anche Monti voleva ‘abolire’ togliendogli il pagamento del gettone di presenza (oggi di 600 euro al mese). Il primo a scendere in campo è stato il sindaco di Roma Gianni Alemanno, già alle prese con un bilancio sgangherato del suo comune. Ebbene, pur di salvare questa ‘casticella’ - che costa ai contribuenti romani circa 8/9 milioni di euro all’anno - ha dovuto aumentare, tra le altre cose, anche l’IMU (ex Ici) che sarà calcolata al 5 per mille invece che al quattro nonché l’IMU sulla seconda casa che sarà calcolata al 9 per mille invece che al 7,6%. A difendere la tesi che il consigliere municipale è unico e indispensabile per questa città, come detto, si sono schierati quasi tutti i partiti e, malgardo la loro inutilità, il perché è presto detto: sono realmente coloro che garantiscono alla grande politica il contatto con gli elettori. Una sorta di trait d’union tra il popolo e la casta. Ora, considerato che il parlamentare italiano se non è alla Maldive è alla buvette di Montecitorio, l’alto ideale (definiamolo così…) potrebbe anche reggere. Peccato, però, che attualmente, senza una ridefinizione e un riassetto degli istituti di decentramento mediante un trasferimento effettivo di competenze e funzioni agli organi municipali (Presidente, Giunta e Consiglio) che coniughi efficacemente rappresentanza e capacità di governo (in capo al Presidente e alla Giunta) con incisività nella definizione di programmi e progetti generali e attività di indirizzo politico e amministrativo (in capo al Consiglio), tutto questo baraccone sia pressoché inutile e dannoso in tempi come questi. Per farla breve, questi soldi, oltre a essere risparmiati, sarebbero potuti finire in cose più utili. Bati pensare che il comune di Roma, nel dicembre del 2009, stanziò analoga cifra (8/9 milioni di euro) per interventi urgenti a sostegno dell’edilizia scolastica, della manutenzione stradale e degli edifici comunali. Con il doppio delle cifra, le cose, oggi, andrebbero meglio. Insomma, vuoi vedere che, tra le tante tasse, questo sacrificio richiesto da Monti, alla fine, era sacrosanto? I cittadini, senza questi attuali 551 pellegrini della politica avrebbero ottenuto più servizi e, di conseguenza, la casta sarebbe stata data in ‘pasto’ al popolo. Ma ve la immaginate un auto blu in via dell’Archeologia a Tor Bella Monaca in cerca di un comitato di quartiere rimasto senza luce? Impossibile. Dunque meglio difendere i propri benefit e i propri stipendi, l’essere eletti dai partiti anziché dal popolo e meglio difendere i municipi romani salvando loro il gettone di presenza. Ora, chi pensa che anche questo sia un pezzo ‘populista’, può tranquillamente alzare la mano. COMMENTA QUESTO ARTICOLO 

POLITICA E TERRITORIO

POLITICA E TERRITORIO - ottavonews.com


ESCLUSIVA/
PARLA ANTONIO BANDINI

NOSTRA INTERVISTA ALL'AMBASCIATORE ITALIANO A OSLO

"GLI EXTRACOMUNITARI? SE TUTTI FACESSERO LA LORO PARTE..."

  
di FRANCESCO ROSSI
Ottavonews emigra e vola fin nella lontana e splendida Norvegia. Un giro a tutto tondo per capire e scovare segreti e abitutidi degli eredi dei vichinghi...In questo viaggio non saremo da soli, a farci da guida ''spirituale'' Antonio Bandini Ambasciatore italiano a Oslo. Grande conoscitore delle cause internazionali, da poco più di un anno ha preso possesso della residenza di Inkognito numero 7. L'ospitalità è cordiale come si conviene in casi del genere.

Ambasciatore, intanto grazie per aver accettato il nostro invito.
"Prego. E' un piacere".
Partiamo dal fatto che ha caratterizzato fino ad oggi questo 2011 ovvero sia la cattura di Osama Bin Laden. In molti la vedevano come l'inizio di dialogo tra l'Occidente a l'America da un lato e quella parte del mondo arabo per così dire radica dall'altro, ma i primi segnali non sono affatto incoraggianti. Come se ne esce?
"Ma guardi intanto voglio farle una premessa sul metodo: io non ho titoli per rilasciare una intervista su problemi che non riguardano la mia funzione professionale...Posso parlare di quello che faccio qui".
Mettiamola così: come sono i rapporti tra la Norvegia e l'islam?
"La Norvegia è un paese molto particolare: mantiene intensi contatti con l'Africa e il mondo arabo perchè i Norvegesi hanno una tradizione di aiuto umanitario che risale addirittura prima della loro indipendenza, non per niente è stato qui istituito il Nobel per la pace. Questo vale anche nei confronti del mondo arabo e islamico, le cui crisi vedono la Norvegia al centro di importanti esercizi di mediazione".
Quindi è una mediazione solo diplomatica senza partecipazione sul campo?
"No. E' anche sul campo. Un contingente militare norvegese sta in questo periodo operando in Libia, per fare un esempio. Però la Norvegia ha sempre privilegiato il dialogo. Anche con gli interlocutori piu’ difficili. Ad esempio, vi sono degli attriti con Israele perchè i Norvegesi insistono nel voler parlare anche con Hamas. Condannandone peraltro le attivita’ terroristiche, è bene precisarlo". 
Con l'Iran?
"Tutto sommato anche con l'Iran. La Norvegia coniuga una apertura che và nei confronti di tutti con una scrupolosa osservanza della legalità internazionale. Ad esempio, sono molto scrupolosi nell’applicare le sanzioni internazionali, una volta legalmente adottate. Proprio pochi giorni fa il massimo responsabile civile della Nato per l'Afghanistan che era qui ad Oslo alla mia domanda ''cosa fanno di speciale i norvegesi a Kabul?'' mi ha risposto: ''parlano con tutti''. 
Perchè hanno questa linea di condotta? 
"Sicuramente un motivo è che investono parecchi soldi nell’aiuto allo sviluppo e negli aiuti umanitari e sanno ascoltare la voce dei paesi beneficiari. Inoltre, sono rapidi ed efficienti nell’erogare gli aiuti promessi senza perdersi in cavilli e lungaggini, assai piu’ di importanti organismi internazionali quali la Banca Mondiale o la stessa UE. Per tornare a Bin Laden, l’analisi qui prevalente e’ che il suo messaggio politico sia finito con l'inizio della primavera araba, nel momento in cui le masse popolari hanno iniziato a chiedere libertà e democrazie e non solo lotta al “colonialismo” occidentale". 
Dalla Libia intanto continua il flusso migratorio verso le nostre coste, ed in particolare su Lampedusa. Qualcuno evidentemente sbaglia: o l'Italia o la UE..
"Veda la politica internazione si caratterizza sempre per i fenomeni inattesi, che suscitano la domanda “come mai nessuno ci aveva pensato?''. Ma e’ rarissimo che si possa prevedere per tempo. La sfida divente quella di reagire con gli strumenti giusti affinchè si possa tornare alla normalità. Per esempio è di questi giorni la notizia che la Norvegia ha deciso di ospitare 450 profughi dalla sponda Sud del Mediterraneo. Confermando la risaputa concretezza. La Danimarca invece ha deciso di mettere i controlli alle frontiere sconfessando di fatto il trattato di Schengen di cui assieme alla Norvegia ne fa parte. Credo che se tutti facessero la loro parte il problema sarebbe più piccolo di quello che oggi ci appare". 
L'Italia secondo lei in questa vicenda come si è mossa e come sta gestendo la questione?
"Non posso darle giudizi di valore che non mi competono, posso dirle come l'Italia è stata vista in questa vicenda e cioè con molta comprensione. Forse nella prima fase della crisi le polemiche interne italiane hanno avuto comunque una eco fuori, ma questo non vale solo per l'Italia ma per tutti. Però, ripeto, alla lunga tutti hanno capito che il problema dell'Italia era reale". 
Più in generale com'è vista l'Italia?
"Guardi molto meglio di come è vista in Italia (ride), questo posso garantirglielo. Anche se è chiaro che ci sono certi aspetti critici nei  nostri riguardi all'estero".
Dovuti a?
"Dovuti principalmente all'asprezza del dibattito politico interno. Quando un paese è fortemente diviso con maggioranza e opposizione che se le cantano di santa ragione questo inevitabilmente si riflette negativamente sull'immagine di un paese all’estero. Quando invece ciò non accade prevale una visione più obiettiva. Per esempio degli aspetti qui più rimarcati, è la bassa crescita economica degli ultimi 10 anni. Tutto sommato però il quadro generale non è negativo. Pensi che quando mi capita spesso di presentarmi ad un signore che non sa chi sono, 9 volte su 10 sorride dicendomi '' ah l'Italia…che bel paese!'', io non sono sicuro che molti altri ambasciatori abbiamo lo stesso trattamento".
Come spiega allora il fatto che da più parti si alzano cori contro la figura di Berlusconi premier secondo sui offuscherebbe e indebolirebbe il ruolo dell'Italia sulla scena internazionale?
"Guardi corro il rischio di dire una cosa poco rispettosa, ma l’immagine di un Paese va ben al di la’ delle sue vicissitudini politiche correnti. L'Italia ha una storia che và ben al di là anche dei 150 anni appena festeggiati. D’altra parte, nessun paese al mondo è identificato esclusivamente con il suo governo. Un esempio viene dall'America sotto la presidenza di Bush. In molti non erano d'accordo con la sua linea interventista, ma non e’ che questo abbia modificato la percezione dell’America nel mondo in modo definitivo. Anche i Norvegesi sono assai piu’ interessati alla nostra storia ed alla nostra cultura che non alle vicende dell’attuale governo o di quello precedente. Sono affascinati dal nostro paese per tutto ciò che rappresenta".
Le nostre eccellenza possono dormire sonni tranquilli.
"Assolutamente si. Penso al vino su cui abbiamo qui l'export più alto al mondo. Ma anche i macchinari industriali, che esportiamo nel mondo per un valore pari quasi a quelli di moda e agroalimentare sommati. E ancora settori di alta tecnologia. Aspetti forse non abbastanza riflessi nella nostra immagine. Un altro aspetto importante e’ la produzione agricola sostenibile dal punto di vista ambientale. Un tema che abbiamo sollevato per primi, grazie allo straordinario lavoro di Carlo Petrini e del movimento Slow Food. Un tema cui i Norvegesi sono particolarmente sensibili, e che cercheremo di metter in maggior risalto".
Berlusconi sovente ripete che senza la sua famosa discesa in campo in cui sconfisse la gioiosa macchina da guerra di Achille Occhetto, oggi l'Italia sarebbe nella morsa più stretta del comunismo...Era un pericolo reale?
"Non e’ mio compito commentare le dichiarazioni del presidente del consiglio in quanto leader politico. Io posso dirle che nessuno qui ha dubbi sul fatto che il nostro paese è e rimane una delle più grandi democrazie occidentali, a prescindere dalle occasionali asprezze della dialettica politica. Ma mai nei miei contatti ho avuto indicazioni in senso opposto".
Un paese democratico generalmente include anche una libera stampa...
"Proprio recentemente, parlando del problema del monopolio dei mezzi di informazione in Italia il direttore del più importante centro di ricerche internazionali norvegese mi ha fatto presente di ritenere superato il timore che esso potesse aprire la strada ad un’involuzione democratica: basta guardare la televisione italiana, ha aggiunto, e ci si rende conto che non è assolutamente così. C'è sicuramente un dibattito forte, alle volte cruento, ma questo conferma l’esistenza della libertà di stampa. Il quadro quindi è confortante". 

 

VERSANTE EST, PARLA IL CONSIGLIERE MARCO DARI
"SU SICUREZZA E TRASPORTI STIAMO LAVORANDO"


In un periodo in cui la politica nazionale attraversa una delicatissima fase di assestamento dovuta più ai colpi di Granata che giornalmente vengono lanciati dalla nuova creatura di Fini nei riguardi del presidente del consiglio, che ad una mancanza di programma, a livello locale c'è un altro presidente del consiglio che invece non sembra avere tutti questi problemi. Marco Dari infatti è capo del consiglio dell'VIII municipio che sembra distante anni luce dalle polemiche dei palazzi parlamentari.
Presidente Dari, a poco più di un mese dall'assemblea sulla sicurezza convocata dal Comitato di Castelverde in cui lei era presente riusciamo ad avere i primi riscontri? Qualcosa si sta muovendo?
“Ancora no. Ci sono al vaglio ed allo studio alcune ipotesi che avevamo illustrato ai cittadini in quell'incontro. Stiamo andando avanti con la questione che evidentemente ci sta molto a cuore. L'intenzione è quella intanto di spostare la stazione di San Vittorino un pò più verso il quadrante est. Per quanto riguarda invece il Commissariato di Torre Maura rimarrà li dove si trova e stiamo discutendo col sindaco di istituirne uno nuovo. Questa proposta è stata votata dall'aula proprio qualche giorno dopo quella riunione. Noi abbiamo da qui all'anno prossimo parecchia metratura in zona Rocca Cencia di nostra proprietà. Questa è una delle soluzioni su cui siamo maggiormente concentrati in quanto andrebbe ad abbracciare anche il casilino alleggerendo così Torre Maura”.
Tempistica?
“Come tempo non riusciamo a dare un periodo esatto anche perchè non dipende solo ed esclusivamente da noi. Ad un certo punto subentra il Ministero che lo finanzia. Noi certamente collaboriamo. Cerchiamo di trovare gli spazi adeguati, se fosse per noi anche domattina”.
Se le dico il bello il brutto e il cattivo cosa le viene in mente?
“Il film di Sergio Leone?”.
Giusto. Se invece le dico Fosso di San Giuliano?
“Ho capito benissimo dove vuole arrivare. Alla denuncia di una residente che ha detto che la notte la zona si trasforma in un vero e proprio far west...”.
Con sparatorie e case prese d'assalto a pietrate...
“Guardi è successo una sola volta e probabilmente anche per uno scambio di persona. Li credo che rientri nella normale quotidianità criminale. I reati succedono ovunque. Però ci sono zone dove i reati sono più reati degli altri perchè hanno evidentemente un impatto diverso. Chi conosceva Avetrana prima del delitto di Sarah? Nessuno proprio perchè il paese è tranquillo eppure si è consumato un efferato delitto. Purtroppo le cose possono succede e Fosso di San Giuliano non è esente da rischi e poi tra l'altro è anche una zona un pò particolare anche per via della vicinanza di un piccolo accampamento di zingari italiani. Comunque è allo studio un progetto toponimo per la riqualificazione di tutta la zona.”.
Da Fosso di San Giuliano a Colle degli Abeti il passo è breve...
“Proprio alcuni giorni fa abbiamo fatto una riunione con i vigili per cercare di istituire una determinazione del traffico che poi altro non è che l'approvazione del progetto per quanto riguarda la segnaletica sia orizzontale che verticale per cercare di portare l'autobus dentro il quartiere dal momento che essendo ancora un grande quartiere aperto ne è sprovvisto. L'impresa ci anche venendo incontro: ha dato una pulita ai marciapiedi, sta ripassando l'asfalto e non appena sarà pronta la determina dei vigili sulla segnaletica partiremo subito con il trasporto pubblico. Contiamo di risolvere il tutto entro e non oltre i primi giorni del nuovo anno. Mentre a Lunghezza e Lunghezzina è stato inaugurato un parco anche li rifatto il manto stradale e sono in corso d'opera la costruzione di due scuole. Stiamo anche studiando un'alternativa viaria per Corcolle soprattutto per chi proviene dalla A/1”.
Una delle piaghe di tutto il versante è sicuramente la FR2 che da Tivoli collega Roma. Ce ne siamo occupati alacremente negli ultimi mesi.
“Ho avuto modo di leggere, ma le dico che noi c'entriamo poco in quanto è un servizio delle Ferrovie dello Stato in accordo con la Regione. Abbiamo però scritto e chiesto a seguito di numerose lamentele, all'assessore regionale ai trasporti per vedere di migliorare due cose: mezzi che spesso sono vecchi e usurati e poi di rivedere i continui guasti che poi le due cose viaggiano a braccetto. Ho scritto anche alle Ferrovie per ben due volte senza avere risposte. Ciò invece in cui siamo riusciti è stato grazie anche all'assessore Marchi l'aver lasciato i parcheggi gratuiti”.
A proposito di trasporti, su una rivista Internazionale è apparso un reportage sulla linea 105. Come mai questa fetta di periferia è sempre al centro dell'attenzione?
“Perchè è un grande municipio, quasi tutto periferico essendo completamente fuori dal GRA. Si tratta di un territorio sicuramente particolare . Detto questo fa piacere che se ne parli”.